Il pacco arrivò nel primo pomeriggio.
Sulla veranda, proprio davanti alla porta di casa, c’era un enorme mazzo composto esattamente da cento rose gialle.
Nessun biglietto. Nessuna firma. Solo il mio nome scritto con cura sull’etichetta di consegna.
All’inizio sorrisi. Mio marito era partito per un viaggio di lavoro di una settimana e, in modo del tutto naturale, pensai che volesse sorprendermi con un gesto romantico prima di partire.
La composizione era splendida, quasi ipnotica. Ma più la guardavo, più sentivo crescere dentro di me una sensazione sgradevole. Qualcosa non tornava.
Un dettaglio che non potevo ignorare
Prima di tutto, mio marito aveva sempre saputo che i miei fiori preferiti erano le rose bianche. Non mi aveva mai regalato rose gialle. Mai.
Poi notai il numero: cento. Non novantotto, non novantanove, non centouno. Esattamente cento. Anche lo scontrino del fioraio confermava la stessa cifra.
Non riuscivo a smettere di fissarle. Le rose gialle possono avere significati diversi, a seconda delle tradizioni e delle persone che le ricevono.
- Per alcuni sono un simbolo di amicizia e affetto.
- Per altri richiamano il sospetto o la gelosia.
- In certe interpretazioni, possono persino suggerire un addio definitivo.
Un brivido freddo mi attraversò tutto il corpo.
Chiamai mio marito. Nessuna risposta.
Gli scrissi un messaggio. Ancora silenzio.
Quando tornai a osservare il mazzo, notai qualcosa di ancora più strano: i fiori non erano disposti in modo casuale. Alcuni, al centro, sembravano collocati con troppa precisione, come se qualcuno volesse attirare proprio lì la mia attenzione.
Più li guardavo, più mi convincevo che quel regalo non fosse affatto un gesto d’amore. Era un messaggio. E io dovevo capire cosa stesse cercando di dirmi.
Cominciai a contare. Dieci file, dieci rose per fila. Tutto perfettamente simmetrico, tranne una piccola anomalia verso il centro.
Lì, nascosto sotto i petali di una rosa, vidi un minuscolo segno rosso. Poi un altro. E un altro ancora.
Tre rose, in totale, erano state contrassegnate.
Il mio cuore accelerò di colpo. Quella disposizione mi sembrava terribilmente familiare. L’avevo già vista, anni prima, in un contesto che avevo cercato di dimenticare.
Le mani mi tremavano così forte che quasi mi cadde il telefono. Senza pensarci oltre, composi il numero della polizia.
Quando spiegai ciò che avevo trovato, sentii la mia voce incrinarsi. Non era solo un mazzo di fiori: era un segnale, qualcosa di troppo preciso per essere casuale.
Eppure il peggio doveva ancora arrivare. Le rose erano soltanto l’inizio. Un’ora dopo, accadde qualcosa che trasformò quella strana sensazione in puro terrore.
Riassunto: quello che sembrava un romantico regalo di mio marito si rivelò un inquietante messaggio nascosto. E la scoperta delle rose segnate mi spinse a chiamare la polizia prima che la situazione peggiorasse ancora.